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Radiofrequenza

La radiofrequenza è la tecnologia che sfrutta con successo la proprietà delle onde radio di agire sul microcircolo e sulla capacità della pelle di rigenerarsi se stimolata in maniera corretta.
Un’innovazione rivoluzionaria che sfrutta le ultime ricerche in campo medico ed estetico, e che rende la radiofrequenza RF Viso e Corpo uno degli strumenti più avanzati nel settore professionale del ringiovanimento cutaneo.

L’uso dell’apparecchio è semplice e intuitivo: è realizzata in modo da poter scegliere il trattamento più adatto ed efficace per ogni tipologia di pelle e per le differenti zone del corpo da trattare.

RF Viso e Corpo trattamento antiage

Le radiofrequenze sono considerate oggi uno dei trattamenti più efficaci per il ringiovanimento cutaneo.
RF Viso e Corpo, grazie alle proprietà della radiofrequenza monopolare stimola la produzione di collagene, rassoda la pelle e migliora visibilmente la compattezza cutanea.

Il trattamento antiage è indicato per il viso e per il corpo, grazie all’utilizzo di sette elettrodi, due manipoli e ben 35 livelli di potenza che possono essere regolati dal professionista attraverso lo schermo touch screen LCD che permette di monitorare il trattamento estetico in tutte le fasi della seduta.
I risultati sono visibili fin dalle prime sedute, duraturi e non invasivi.

L’ipertermia è definita come la modificazione della temperatura a livello tessutale in un range compreso fra i 40 e i 45 gradi centigradi.

L’aumento della temperatura corporea è conosciuto con il termine di febbre, sintomo che compare in diverse malattie. In corso di infezioni batteriche, di malattie virali e in particolari condizioni di stress, l’organismo, a fini riparativi, mette in atto un meccanismo riparativo di tipo immunitario e reattivo (LA FEBBRE).

La giustificazione primaria all’impiego del calore in Medicina Fisica risiede nella necessità di incrementare l’afflusso ematico in un tessuto (iperemia).

In tutti gli studi sugli effetti terapeutici del calore l’iperemia indotta dall’innalzamento termico locale è stata individuata come il fattore più importante. Lehmann ha quantificato l’entità dell’iperemia in funzione dell’innalzamento locale di temperatura, evidenziando l’importanza di lavorare fra 40° e 45°C.

L’innalzamento della temperatura in un segmento corporeo e il conseguente aumento del flusso ematico stimola infatti i processi di riparazione tessutale favorendo l’apporto di substrati organici e l’eliminazione di cataboliti dall’area di lesione.

Altre risposte fisiologiche all’applicazione del calore sono: l’incremento della pressione capillare, l’aumento della permeabilità delle membrane cellulari, l’aumento delle reazioni metaboliche locali, la modificazione nella conduzione nervosa sensitiva, l’aumento dell’estensibilità del tessuto tendineo, una migliore ossigenazione dei tessuti e un grande miglioramento della circolazione linfatica. I fattori che devono ritenersi fondamentali per la “qualità” delle risposte biologiche all’applicazione del calore sono: la soglia di temperatura terapeutica compresa fra 40°C e 45°C (dipendente dalla profondità che si vuole raggiungere), la durata dell’intervallo di superamento della soglia di temperatura terapeutica, la velocità dell’innalzamento della temperatura (più avviene rapidamente e migliore è l’effetto) e un riscaldamento omogeneo del volume bersaglio.

Tra le più interessanti tecniche per indurre ipertermia locale troviamo le radiazioni elettromagnetiche a frequenza < 300 MHz (radiofrequenze);

Analizziamo nel dettaglio come le radiofrequenze inducono la formazione di calore.

L’organismo, dal punto di vista elettrostatico, è formato da dipoli elettrici, dotati di una carica positiva da un lato e negativa dall’altro. La maggior parte di questi dipoli è costituita da molecole di acqua, ma possono essere formati anche da aminoacidi. Immersi in un campo elettromagnetico alternato questi dipoli ruotano allineandosi con la direzione del campo elettromagnetico. La rotazione dei dipoli attorno al proprio asse provoca attrito molecolare che produce calore.

Quando una parte dell’organismo viene riscaldata tramite radiofrequenze, il calore viene allontanato dal sangue e disperso in altre zone del corpo. Il raffreddamento del tessuto è direttamente proporzionale all’entità del flusso ematico. Più questo è rapido maggiore è il raffreddamento.

GLI EFFETTI PIU’ IN DETTAGLIO

La differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma cellulare e l’interstizio, varia secondo il tipo di cellula: è dell’ordine di –70 mV per le cellule epiteliali ed ossee, di –90 mV per quelle nervose.

Ogni azione lesiva meccanica (traumatica o chirurgica), chimica o fisica della cellula, diminuisce la differenza di potenziale di membrana con conseguente inversione della pompa sodio-potassio; gli ioni Na+ accompagnati da acqua invadono la cellula, gli ioni K+ vengono espulsi.

Ciò conduce all’edema e alla depolarizzazione parziale dei biopolimeri interstiziali.

Ne consegue che LA RADIOFREQUENZA LAVORA SULLA SOSTANZA FONDAMENTALE.

IPERTERMIA CAPACITIVA

Le tecniche di riscaldamento mediante radiofrequenze possono essere diverse ma quella utilizzata dal nostro dispositivo è CAPACITIVA in cui il corpo umano funge da dielettrico (canale di trasmissione dell’energia).

L’ipertermia capacitiva con radiofrequenze si effettua mediante due placche capacitive eccitate da un generatore a radiofrequenze.

Per l’applicazione di questa tecnica bisogna tenere conto che lo strato sottocutaneo in un individuo normale è costituito da grasso, un tessuto ad alto contenuto di acqua che tende a riscaldarsi più dei tessuti circostanti, e, pertanto, è estremamente facile scaldare un tessuto più in profondità.

Per ottimizzare il fuoco di massa su cui agisce la radiofrequenza si ricorre all’utilizzo di antenne di differenti dimensioni (manipoli a disco):

La profondità del calore è data dalla regolazione della potenza di emissione. Il livello di profondità del riscaldamento, può essere variato. La scelta di accoppiamento tra antenne di diametro diverso sposta il centro di fuoco all’interno del cliente